Come uscire vivi dalla foresta maledetta, senza bussola e continuando a prendere in giro i boy scout.

So che non hai il tempo di fermarti a riflettere e ragionare, ci sono belve che ti inseguono, non ti danno respiro e costringono a muoverti in continuazione senza farti ragionare, senza darti la possibilità di respirare, di scrutare qualche indizio, analizzarlo e decidere LA STARDA GIUSTA.
Mi sono sentito così per anni.

Ricordi qual’è il preciso momento in cui hai capito di esserti perso?

Sei consapevole che stai vagando alla cieca da tempo? Stai “girando in tondo”, al buio, seguendo una direzione imprecisata tant’è che qualche volta hai la sensazione di ripercorrere sentieri in cui sei già stato.
…ma tu dovresti essere da tutt’altra parte!

Sai di esserti perso?

Sono certo che sei sempre con l’acqua alla gola per le tante cose da fare e con il fiato sul collo dei fornitori e dello stato con le sue arroganti (ma purtroppo lecite) pretese.
Un giorno, capiterà anche a te, succederà qualcosa che spezzerà l’incantesimo e ti sveglierai dal sonno profondo in cui ti trovi.
Riuscirai a voltarti indietro e vedrai dalla giusta distanza il percorso che hai fatto in questi anni, le scelte “discutibili”, le persone “discutibili” che hai avuto vicino e che hanno contribuito ad annebbiati la vista e a confonderti ancora di più.

Non saprai spiegarti come mai quando sei partito avevi le idee chiare e facevi scelte giuste e coerenti, e ora non più.
Hai la sensazione di essere un’altra persona. Eppure sei tu, ma stranamente anziché migliorare, con l’età sei peggiorato.

Non è così. Non sei peggiorato, anzi.
La realtà è che la situazione in cui ti trovi sarebbe in grado di abbattere qualunque uomo, ma sappiamo entrambi che chi possiede un locale non è un semplice essere umano.
Il caos che regna nella tua vita oggi non lo hai trovato dietro l’angolo o ci hai “sbattuto” perché hai svoltato nel sentiero sbagliato; “La goccia scava la roccia”, e in maniera simile giorno dopo giorno sei entrato sempre più nel cuore buio della foresta, e nel luogo in cui ti trovi ora hai già il diritto di festeggiare anche solo perché rimani in vita.

Non sei peggiore di un tempo, facessi solo il tuo lavoro, se solo ti lasciassero lavorare potresti anche darne prova. Potresti arrivare dove ti eri prefissato anni fa.
Devi poterlo fare. Devi prendere una grossa boccata di ossigeno, riordinare le idee e imboccare la strada giusta.

Il giorno dopo non sarà comunque vita facile, ma saprai esattamente che percorso dovrai seguire. Saprai cosa fare!
Non avrai più dubbi e incertezze generate dalla confusione, finalmente regnerà la chiarezza ed il percorso sarà ben illuminato.

Chi vive a fianco a te capirà. Ti è stato vicino fino ad ora, ti ha seguito nonostante tutto, ed è ancora li vicino. Non c’è dubbio che anche lui o lei abbia subito le conseguenze delle tue scelte sbagliate e degli errori fatti, forse anche più di quanto immagini perché privo del potere di intervenire.

Il primo passo, quello fondamentale è prendere coscienza.
Capire e ammettere che c’è un problema da risolvere, che la situazione non è come dovrebbe essere. Che sei in un punto ma non sai esattamente dove.

Poi scopri dove ti trovi.
Fatti aiutare, se necessario, a cambiare punto di vista. Devi riuscire a guardare da più distante, avere un quadro più ampio e in quel quadro devi trovare anche il punto esatto in cui vuoi arrivare. Devi inquadrare la meta!

Ti servirà ossigeno.
Non potrai continuare a lungo con la mole di lavori che stai facendo ora, è la condizione indispensabile per riuscire ad analizzare i dati che hai raccolto prima, e per poter pianificare il percorso migliore.

Ora siediti al posto giusto.
Questa è la condizione più difficile da modificare perché in realtà vuol dire prendere la decisione di fare il TUO vero lavoro. Se sei il proprietario del locale, se ne sei il responsabile o il gestore devi prendere le redini del comando e fare SOLO quello. Non c’è spazio per deviazioni in cucina o al banco bar: devi dedicare il tuo tempo alla gestione della tua attività.

Se ci pensi bene è questo il male oscuro che ti ha contagiato anni fa e ti ha fatto perdere la rotta.

La situazione in cui ti trovi oggi è figlia delle tue buone capacità nel fare anche altre cose. È figlia del fatto che come curi tu il tuo lavoro non lo fa nessun altro, e d’altra parte è anche il motivo che ti ha spinto ad aprire bottega.
È paradossale che ciò che hai sempre considerato un pregio sia in realtà quello che ora ti sta affossando e ha portato a perderti. Sommare mansioni così delicate e riuscire a essere comunque efficienti è qualcosa che ha una scadenza: lo puoi fare per un po di tempo, ma non per sempre.

Ed è quello che ora devi combattere.
La tua salvezza passa attraverso questi passaggi, e diventare colui che avresti sempre dovuto essere, è il più importante.
È un percorso che ti porterà in salvo. Fuori dalle tenebre avrai modo anche di vedere la bellezza della strada che hai percorso e riuscirai a mettere a posto anche gli aspetti “laterali” della tua vita.

Avere tempo a sufficienza e le risorse economiche per vivere più sereno sono i risvolti minori di questo traguardo, ciò che cambierà radicalmente le tue giornate sarà lo spirito differente con cui potrai affrontare ogni cosa.
La stessa differenza che passa tra lo stare seduti in una foresta fredda e buia allo stare in un giardino curato e soleggiato.

So che quando hai aperto non era necessario, siamo andati avanti tutti per molti anni in questo modo, e anche con discrete soddisfazioni, ma è cambiato lo scenario, e non ti sarà concesso più altro tempo per vivere così. Sta per arrivare il giorno in cui potresti alzare bandiera bianca e arrenderti.
Ieri hai aperto il tuo locale come barista o cuoco con tante capacità e senza troppe pretese, ti è stato concesso di lavorare come si è sempre fatto, come hai visto fare e come hai imparato da chi lo ha fatto prima di te; oggi hanno deciso di battezzarti imprenditore e hanno la pretesa che lo diventi in un battito di ciglio.
Inutile pensare se sia ingiusto o no, ti tocca ballare questa musica se vuoi vedere la luce.

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