MOËT & Sciardonnè

Quando le idee sono chiare ma le basi vacillano!

Photo by cottonbro on Pexels.com

Appena smetto di ridere riprendo a scrivere… ancora un attimo… ehh… umhh… ci siamo, dai!
Vabbè: il sorriso non mi è ancora sparito ma posso procedere comunque.

Prendo in prestito un “uscita memorabile” di un amico ristoratore che qualche tempo fa, nella fretta di “dire la sua” , se ne uscì con lo strafalcione che hai letto nel titolo: si, lo ha detto veramente!
Rido da morire ancora adesso!…

Questo episodio mi è venuto in mente oggi non a caso, ma perchè sono stato vittima dello stesso problema che accese quella discussione anni fa: si parlava delle conoscenze tecniche e culturali (eno-gastronomiche) un po troppo approssimative (e in alcuni casi sono gentile a definirle cosi…) di molti ristoratori specialmente nei luoghi turistici.

Premetto una cosa.
Scrivo sempre di colleghi e concorrenti che sanno ciò che fanno, e non metto mai in dubbio i prodotti che servono alla clientela. Il mio ristoratore di riferimento Sa fare un prodotto sensato per la propria nicchia di clientela, che si parli di bere o di mangiare non fa differenza, ma solitamente (e statisticamente) ha problemi nella gestione dell’azienda perchè svolge in maniera “superficiale” le attività di gestione proprie dell’imprenditore (spiego meglio e nel dettaglio qui:https://wp.me/pc9ZXT-a)

Oggi, e solo per oggi, cito l’altra massa di “ristoratori”, volutamente virgolettati, che infesta il mondo dei proprietari di locali pubblici: mi riferisco a coloro che si sono improvvisati tali o che da un giorno all’altro hanno deciso di “saltare il fosso” e cambiare di livello perchè finalmente hanno ottenuto nel loro cervello (ma solo li…) l’autorità per farlo.

È una piaga che deve essere curata, un tipo di erbaccia infestante che deve essere estirpata per far si che le piante buone possano prosperare.
Non esagero, troppo spesso siamo stati vittime di preguidizi e diffidenza per colpa delle esperienze negative pregresse vissute dai clienti in questo genere di locali.

L’ho sempre visto dal punto di vista del ristoratore, ed è sempre stata una sfida stimolante “convertire” un nuovo entrato scettico e dubbioso in un cliente stupito, soddisfatto e “fan”.
Oggi ero mescolato alla massa dei clienti e provare in prima persona ciò che genererà diffidenza in futuro è stato deprimente, sopratutto perchè ero totalmente inerme. Ero vittima e spettatore e non potevo fare nulla per spiegare alle persone presenti che stavamo vivendo un esperienza deludente al ristorante, ma che non tutti i locali di quella zona sono così.

Avrei voluto dire a tutti che siamo stati ingannati da una “bella insegna” , anche se una volta entrati alcuni segnali erano di preludio alla sventura: si vedeva da lontano (ma non abbastanza) che fino a ieri la dentro c’era la “skoda della ristorazione” e non la “Ferrari” (come sono riusciti a farci credere per qualche istante)

I camerieri avrebbero volentieri sciabolato una boccia di “MOËT sciardonnè” come fanno quelli fighi…
Volevo anche scrivere un cartello del tipo: “non facciamo di tutta l’erba un fascio” e affiggerlo all’uscita, ma so che sarebbe stato inutile…

Posso solo sperare che le varie “crisi” e la situazione complicata attuale accelerino la scomparsa di queste realtà, che il cliente medio, potendo spendere meno e meno spesso decida di farlo meglio e quindi aiuti, con una scelta meno avventata della mia, i locali che effettivamente meritano.

Rinnovo il concetto che una inc…
Rinnovo il concetto che una “brutta esperienza” non dovrebbe fare da guida per tutte le scelte future, ma so che nel nostro profondo siamo fatti così.
Oggi, io e chi era presente con me, abbiamo raccolto dei segnali che danno delle informazioni su quel luogo e sul modo in cui ci ha “attirato dentro”; quando ritroveremo gli stessi segnali in altri posti ci faranno suonare dei campanelli di allarme.
Purtroppo questa forma di autodifesa andrà a penalizzare chi quegli elementi li utilizza come richiami correttamente e onestamente perchè faranno da repellente per chi, come me, oggi è stato fregato.

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