NON SOLO GLI ARCHITETTI

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LE SOLUZIONI NON SI TROVANO: SI PROGETTANO!

Come nel famoso racconto di Charles Dickens sta notte mi ha fatto visita il fantasma dei Natali passati!
Nel mio caso non era Natale ma primavera inoltrata. Il sole che attraverso le finestre inizia a farti sudare e semi di pioppo che invadono le aule della mia scuola.

Io sono davanti alla cattedra ancora con i jeans a vita troppo alta e le inseparabili Nike di Agassi al cospetto del mio professore di progettazione che mostra non pochi dubbi sul mio operato.
Quando, per mostrare la mia dedizione, dichiaro che avrei “trovato la soluzione” arriva il tuono che ti fa tremare petto e gambe per 10 minuti… 

Con voce alta, ferma e chiara mi viene detto: “LE SOLUZIONI AI PROBLEMI NON SI TROVANO: SI PROGETTANO!!! …accompagnato dal pugno che sbatte sul tavolo… 

Bello che sta roba mi sia venuta in mente quasi 30 anni dopo!
Non è completamente vero, ci penso continuamente agli anni passati e alle fortune e sfortune che ho avuto nell’incontrare alcune persone.
I miei professori sono onnipresenti, ma questa frase solo recentemente ha ricevuto il giusto riconoscimento.

L’idea che la gente “trovi” le soluzioni ai propri problemi oggi mi fa rabbrividire come probabilmente è successo ai dotti prima di me. La sola immagine che mi viene in mente è di qualcuno che rovista in una cesta piena di cose vecchie e improvvisamente “pesca per magia” la soluzione che stava cercando e che magari gli salva la vita.

Per me quest’immagine è un incubo!

Non ci può essere nulla di più falso e fuorviante. Capisco che è un modo di dire, ma le parole ci condizionano e a lungo andare ci fregano anche, al punto che sono convinto che veramente le persone facciano una “pesca” simile per risolvere i propri problemi.

Si, ma progettare è un lavoro da ingegneri o da architetti.”

FALSO! 
TUTTO SI PROGETTA! 
Dalla casa in cui abiti alla sedia su cui sei ora, da una vacanza alla soluzione per il tuo problema in qualunque campo sia. 

Il vero problema è che non ti hanno spiegato come fare, tutto qui.

È una competenza che viene insegnata a scuola solo a chi studia materie tecniche come appunto architettura, ma il processo per progettare qualunque cosa, e ripeto qualunque cosa, è sempre lo stesso. 
La formula da usare non cambia mai! 
Veniamo al dunque, e prendo in prestito il mio docente di 30 anni fa, per essere meglio compreso.

Dovevo progettare una sedia e puntualmente ricadevo su soluzioni banali, esteticamente anche molto carine, ma non stavo davvero progettando. Pescavo nella mia “cesta dei ricordi” qualcosa che casualmente avevo in memoria e potesse andare piuttosto bene allo scopo.

“Per progettare una sedia” mi disse il prof.  “devi pensare a chi è rivolta e che problema risolve” fin qui tutto bene, anche se può sembrare banale.

“Studia le caratteristiche di entrambi i fattori e incrociane i dati.
Il progetto è già li, poi devi solo realizzarlo graficamente.”

La sedia serve per gli esseri umani per stare “seduti” in una posizione comoda.
La sedia dunque deve rispettare l’anatomia umana (ergonomica, ndr) quindi i primi dati li ricavo dal target a cui è destinato il prodotto. 
Su una sedia si sta vicino ad un tavolo o in una sala conferenze, quindi gli altri dati li ricavo dall’uso specifico che se ne fa di quell’oggetto.

Ma la sedia potrebbe essere indirizzata a persone particolarmente pesanti o alte, potrebbe richiedere più o meno confort a seconda del luogo e del tempo in cui viene utilizzata.
Banale vero?
E se venisse trasportata o spostata sovente? 
E se servisse per dei tavoli particolarmente alti?
E se non la stessi progettando per un uomo ma per un altro animale??

Osservazioni stupide?
Non tanto, altrimenti non si spiega come mai a volte vengano “partorite” idee “genitali”…

Il concetto mi pare piuttosto chiaro, e dovresti aver capito che quando stai cercando una soluzione ad un problema dovresti fermarti e metterti a progettarla.
Visto che ho la convinzione che inizi a pensare: “questa sta volta hai scritto “aria fritta”…Mi levo subito sto dente.

Perchè i proprietari di molti locali non li hanno davvero progettati?
Tu penserai che non sia così, ma i fatti dimostrano il contrario.

La maggior parte di essi offrono soluzioni vaghe o generiche ad un cliente non bene definito.
Già, magari hanno lavorato per anni anche con successo, ma quando qualcun atro ha fornito la soluzione più adatta per un certo target di persone hanno immediatamente perso una fetta del loro lavoro.
Anche i massi e i tronchi degli alberi sono usati per sedersi, ma quando ti viene data l’opportunità di una sedia con lo schienale mi sembra che diventi subito più invitante.
E magari in seguito potresti trovare attraente una sedia imbottita, e per il tuo amico una sedia più bassa e inclinata che assomiglia ad una poltrona, e potresti decidere di abbandonare quella meno adatta alle tue esigenze.
Succede esattamente così.

Molti clienti di locali o ristoranti fluttuano da un posto ad un altro perché i servizi offerti non sono destinati a loro. Si fanno andare bene il tuo o quello del tuo rivale in mancanza di altro o per altri motivi che però non lo tengono veramente “legato” a te, e alla vista di una soluzione più consona scompaiono con la stessa velocità con cui sono apparsi.

Sbagli se pensi che le persone siano tutte uguali, e sbagli ancora di più se pensi che la soluzione che offri vada bene per tutti. È impossibile.
Se ti rende più facile la cosa, immagina che le persone siano tutti animali di specie differenti: cani, gatti, canarini, uomini scimpanzé o lucertole.

Se dovessi progettare la “sedia” per loro capiresti subito che un modello non andrebbe bene per tutti: dovresti decidere CHI VUOI come cliente e progettare pensando a solamente alle sue caratteristiche.

Non è più tollerabile ascoltare gente che si lamenta delle “crisi” quando in realtà a fatto sedere cani, canarini, umani e orsi sullo stesso vecchio sasso senza pensare che prima o poi qualcuno avrebbe studiato (progettato) una soluzione più adeguata e attraente.

Il tuo locale è strutturato come un tronco per il primo animale affaticato che passa o è progettato per richiamare tutti gli esemplari dello stesso genere e farli felici dandogli un posto davvero adatto alle loro esigenze?

Pensaci la prossima volta che sentirai imprecare qualcuno dicendo che “non è più come una volta”.
Probabilmente hai letto oggi ora la risposta alle sue domande e la soluzione ai suoi problemi.

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